Privacy Policy
L’Europa deve difendere i cristiani perseguitati!
Quando l’Europa si occupava dei cristiani perseguitati!
C’era una volta l’Europa che almeno faceva finta di occuparsi della sorte dei cristiani perseguitati a causa della fede …

 

Infatti, la Commissione Europea aveva un “Inviato speciale per la promozione della libertà di religione al di fuori dell’Unione Europea”.

 

Praticamente dal 2018 questa carica non è stata ripresa. L’ultimo “Inviato”, il greco Christos Stylianides, è rimasto in carica soltanto cinque mesi, durante i quali ha ricevuto scarsissimo supporto dalla Commissione Europea.

 

“Per l’attuale Commissione Europea questa (la libertà religiosa dei cristiani) non sembra essere una priorità”, denuncia lo slovacco Jàn Figel, già “Inviato speciale”.

 

Per questo, chiederò in seguito la tua firma perché la carica di “Inviato speciale” possa essere ripristinata al più presto.

 

Ci va di mezzo la vita e la sorte di tanti cristiani che vivono nei paesi di persecuzione.

 

Chiaramente non basterà ripristinare la carica di “Inviato Speciale” per fermare i persecutori.

 

Ma certamente tante delle tragedie denunciate nell’ultimo Rapporto della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) – “Rapporto sui cristiani oppressi per la loro fede 2020 – 2022” – potrebbero essere scongiurate.

 

Quello che l’Europa dovrebbe fare, lo fa fatto il Rapporto di ACS: “portare all’attenzione della pubblica opinione, dei mass media e dei responsabili istituzionali il dramma della sofferenza dei cristiani oppressi per motivi di fede”.

 

Nel Rapporto di ACS sono stati esaminati i 24 Paesi in cui le violazioni della libertà religiosa destano particolare preoccupazione, fra cui la Cina, la Corea del Nord, l’India, l’Iran, l’Iraq, il Mozambico, la Nigeria, il Pakistan e la Siria.

 

“Nessuno sembra prestare attenzione al genocidio in atto nella Nigeria. Il mondo tace mentre gli attacchi alle chiese, al loro personale e alle istituzioni sono diventati routine. Quanti cadaveri sono necessari per attirare l’attenzione del mondo?”

 

È quanto ha denunciato Mons. Jude Arogundade, vescovo di Ondo – la cui diocesi nigeriana è stata presa di mira da uomini armati che hanno ucciso più di 40 persone durante la celebrazione della Pentecoste nel giugno scorso – commentando la presentazione del Rapporto dell’ACS.

 

Alessandro Monteduro, direttore di ACS, conferma che “nel 75% dei 24 paesi esaminati la persecuzione dei cristiani è aumentata. Nella Nigeria 7.600 cristiani sono stati uccisi negli ultimi 18 mesi.

 

“In Mozambico, Al-Shabab, gruppo affiliato allo Stato Islamico (ISIS), ha provocato la fuga di oltre 800.000 persone e la morte di altre 4.000.

 

“Nella Corea del Nord le pratiche religiose sono sistematicamente represse. In India, sempre negli ultimi 18 mesi sono stati registrati 710 episodi di violenza anticristiana.

 

“In Cina le autorità hanno aumentato la pressione sui cristiani, mediante arresti indiscriminati, chiusura forzata delle chiese e uso di sistemi di sorveglianza oppressivi.

 

“In Medio Oriente è a rischio la sopravvivenza di alcune delle comunità cristiane più antiche del mondo. In Siria, i cristiani sono crollati dal 10% della popolazione a meno del 2%. In Iraq, la comunità cristiana è ormai dimezzata.

 

Dal Rapporto di ACS emerge anche il fenomeno delle conversioni e dei matrimoni forzati: “In paesi diversi come l’Egitto e il Pakistan le ragazze cristiane sono abitualmente soggette a rapimenti e stupri sistematici”.

 

E qui riprendo la mia richiesta, chiedo la tua firma perché la carica di “Inviato speciale per la promozione della libertà di religione al di fuori dell’Unione Europea” possa essere ripristinata al più presto.

 

Perché davanti a questo dramma epocale, in cui i cristiani subiscono la persecuzione, l’umiliazione e la privazione, l’Europa e la Commissione Europea si fa poco presente. Dimostra invece, nei fatti, un evidente disinteresse per la sorte di questi cristiani.

 

La carica di “Inviato speciale della Commissione Europea” era stata creata nel 2016, con la nomina dello slovacco Ján Figel.

 

L’on. Figel ha cercato di svolgere il suo ruolo nei migliori dei modi – tramite iniziative, appelli, viaggi, interventi – nonostante il fatto che abbia avuto frequentemente le mani legate dovute a limitazioni di natura politica.

 

L’on. Figel, per esempio, ha avuto un ruolo importante e decisivo nella liberazione di Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte nel Pakistan accusata del cosiddetto crimine di blasfemia.

 

Di lui, Asia Bibi ha detto: “Vorrei ringraziare un angelo, una persona che mi ha aiutato dalla mia prigione fino ad ora: quella persona è Jan Figel, l’inviato speciale dell’Unione Europea”.

 

È vero che la carica o mansione di “Inviato speciale” non ha mai impedito, in linea generale, che i cristiani continuassero ad essere perseguitati. Specialmente nei paesi dell’Islam radicale, dell’Induismo radicale e in Cina. Poche o nessuna effettiva sanzione è stata presa, sia politica che economica.

 

Il fatto è che, sopprimendo la carica di “Inviato Speciale per la libertà religiosa al di fuori dell’Unione Europea”, la Commissione Europa regala agli stati persecutori e ai gruppi radicali il messaggio sbagliato: “Fate quello che volete, noi chiuderemo un occhio, forse anche tutti e due, la politica viene prima di tutto!”

 

Peggio ancora. Il messaggio che la Commissione Europa offre ai cristiani perseguitati, ma non solo, è questa: “Voi non ci interessate, né le vostre sofferenze né il vostro diritto di praticare la religione!”

 

Nella pratica – e qui non giudico le intenzioni – il fatto è che: primo, la Commissione Europea rinuncia alla difesa di quanti patiscono la persecuzione; e, secondo, dà il via libera ai persecutori e agli oppressori.

 

Per questo ti chiedo di firmare, al più presto possibile, la tua petizione diretta al Presidente del Parlamento Europeo, la maltese Roberta Metsola.

 

Secondo quanto questo Osservatorio ha potuto apprendere, l’On. Metsola – eletta quest’anno presidente del Parlamento europeo – sarebbe più sensibile dei suoi predecessori al dramma dei cristiani perseguitati. Lo potrà dimostrare nei fatti.

 

Nella tua petizione, chiederai all’on. Metsola che il Parlamento europea esiga che la Commissione Europa ripristini al più presto la carica ufficiale di “Inviato speciale per la difesa della libertà religiosa al di fuori dell’Unione Europea”.

 

È importante che l’Europa possa dare un segnale chiaro e forte ai paesi oppressivi e persecutori: la libertà religiosa dei cristiani deve essere garantita e tutti i livelli e la persecuzione deve cessare.

 

Un diritto d’altronde garantito dall’articolo 9 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e anche dall’art. 18 della Dichiarazione universale dei diritti umani.

 

Mi farò carico di consegnare la tua petizione, insieme a quelle di tutti gli altri membri e sostenitori dell’Osservatorio sulla Cristianofobia direttamente all’on.

 

La tua firma è importante, le firme di tutti i membri e sostenitori dell’Osservatorio sono importanti. C’è di mezzo la sofferenza di tanti Cristiani che sono perseguitati.
10.000 firme al più presto!
Forme sempre più gravi di discriminazione e intolleranza sono oggi perpetrate ai danni dei cristiani in tutto il mondo, in particolare laddove la loro libertà religiosa è fortemente negata dai fondamentalismi di matrice islamica.

Diciamo BASTA! Chiedi anche tu al Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, la condanna formale e azioni concrete per fermare ogni atto di persecuzione e discriminazione a danno dei cristiani.

Firma ora! È necessario il supporto di tutti per fermare questo genocidio.
Aderisci anche tu