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La persecuzione ai danni dei cristiani non si ferma!
Ma si può ancora essere cristiano in questo paese?
Questa è l’ennesima prova che per i cristiani non c’è libertà di praticare la propria religione in Cina.

 

Lo scorso 11 maggio è stato arrestato dalla cosiddetta Polizia di Sicurezza Nazionale – e dopo rilasciato sotto cauzione – il Cardinale Joseph Zen, arcivescovo emerito di Hong Kong.

 

L’accusa è sempre la solita: “collusione con forze straniere”, un’imputazione che vuol dire tutto e il contrario di tutto, ma comunque si tratterebbe di un “reato” punito severamente dalla nuova Legge Sulla Sicurezza Nazionale approvata nel 2020.

 

Al darne la notizia, AsiaNews – l’agenzia stampa del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) – ricorda che il novantenne Cardinale Zen “è da tempo nel mirino del governo cinese per le sue critiche al controllo esercitato dal Partito comunista sulle comunità religiose”.

 

Padre Gianni Criveller, missionario del PIME, ha commentato: Si tratta di un “atto intimidatorio e disumano. Dopo i nemici politici, economici e culturali ora nel mirino sono le religioni”.

 

Anna Bono, sulla Nuova Bussola Quotidiana, ricorda che il Cardinale Zen ha ripetutamente condannato la rimozione delle croci e degli altri simboli religiosi dalle facciate delle chiese e gli altri provvedimenti adottati nei confronti delle comunità cristiane da parte del governo comunista.

 

Già nel 2020, lungimirante, il Cardinale Zen denunciava alla Nuova Bussola Quotidiana questa nuova Legge Sulla Sicurezza Nazionale: “Se ci arrestano possiamo essere privati dell’assistenza di un avvocato, non è permesso che i parenti vengano a trovarci in carcere, possiamo essere deportati all’interno della Cina e sparire”.

 

Il Cardinale Zen è stato critico sull’accordo del Vaticano con la Cina firmato nel 2018, le cui clausole sono ancore riservate. Al National Catholic Register, il Cardinale ha affermato che questo accordo “ucciderà la Chiesa in Cina … il governo di Pechino potrà usarlo per chiedere alla gente qualsiasi cosa in nome del Papa”.

 

E al Corriere è stato ancora più chiaro: “Penso che il Vaticano stia svendendo la Chiesa Cattolica in Cina … la Curia romana non è informata sui comunisti cinesi, io li conosco al potere”.

 

Da parte del Vaticano, il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha affermato: “La Santa Sede ha appreso con preoccupazione la notizia dell’arresto del Cardinale Zen e segue con estrema attenzione l’evolversi della situazione”.

 

Una situazione grave, da essere monitorata.

 

Ricordo anche che un altro vescovo cattolico cinese si trova in prigione in Cina. È quanto riporta Bitter Winter, l’agenzia italiana sulla libertà religiosa in Cina, del Centro Studi sulle Nuove Religioni (CESNUR).

 

Si tratta del vescovo di Xinxiang, nella provincia di Henan, Mons. Zhang Weizhu. Perché si è rifiutato di aderire alla Chiesa cattolica cosiddetta patriottica, asservita al governo comunista, è stato arrestato nel maggio del 2021, quando la polizia ha fatto irruzione in una fabbrica disamorata dove il vescovo aveva organizzato un seminario indipendente per i confratelli “obiettori di coscienza”.

 

Bitter Winter spiega che “obiettori di coscienza” sono i cattolici cinesi che rifiutano l’accordo – le cui clausole sono ancora riservate ¬– del Vaticano con la Cina del 2018, di aderire alla Chiesa cattolica patriottica, ritenendo che per motivi di coscienza non possano far parte di una chiesa controllata dal Partito Comunista Cinese.

 

Il Vaticano ha chiarito di non incoraggiare tale obiezione di coscienza, ma considera gli obiettori come cattolici in regola che dovrebbero essere “trattati con rispetto”.

 

In seguito alla irruzione della polizia, Mons. Weizhu, insieme a circa dieci sacerdoti e altrettanto seminaristi, è stato arrestato.

 

I seminaristi sono stati rimandati a casa e tenuti sotto sorveglianza. I dieci sacerdoti sono stati portati nei centri di “educazione” e, secondo quanto riferito, sono stati rilasciati.

 

Per quanto riguarda Mons. Joseph Weizhu, Bitter Winter ha appreso da una fonte attendibile che il Vaticano ha chiesto al governo cinese di rilasciare il vescovo Weizhu, ma gli è stato detto che il prelato ha commesso gravi crimini e dovrebbe rimanere in carcere.

 

I cattolici dello Xinxiang hanno riferito a Bitter Winter di essere preoccupati per la situazione e la salute del vescovo. Soffre di cancro e quando è stato arrestato aveva appena subito un intervento chirurgico.

 

Vorrei aggiornarti riguardo una notizia del Pakistan, un altro caso di una giovane cristiana sequestrata al fine di un matrimonio forzato. A denunciarlo è stato AsiaNews.

 

Si tratta di Aleeza Naeem, una ragazza cristiana di 19 anni di Faisalabad – una città del Pakistan della provincia di Punjab con una popolazione di oltre sei milioni di abitanti – che manca da casa dal 13 marzo quando è stata rapita da tre musulmani mentre andava a scuola. I suoi familiari hanno presentato denuncia, invano.

 

Come in molti altri casi di ragazze cristiane, Aleeza è stata rapita per essere convertita di forza all’Islam e poi data in sposa a un musulmano, naturalmente contro la sua volontà.

 

Al sequestro di Aleeza, oltre ad un musulmano di nome Muhammad Rashid, hanno partecipato due complici, Muhammad Hassan e Muhammad Sarwar. Il giorno stesso il padre della ragazza, Naeem Akhtar Masih, si è rivolto alla polizia per denunciare la sua scomparsa.

 

Gli agenti hanno aperto un fascicolo, riconoscendo in Muhammad Rashid il principale indiziato. Fra le prove il fatto che il telefono cellulare appartenente alla ragazza sarebbe stato usato dal suo sequestratore nei giorni successivi, grazie al tracciamento della SIM card effettuato dalla polizia postale.

 

Tuttavia, nelle settimane successive nulla è stato fatto per restituire la ragazza ai familiari.

 

“Aleeza Naeem è figlia unica, nata dopo numerose preghiere di tutta la famiglia” racconta la madre Fazeelat Bibi ed è anche “la sola ragione di vita di noi genitori”.

 

Il padre aggiunge di voler fare di tutto per “strapparla dalle mani dei suoi rapitori” e salvarla da “una schiavitù sessuale” frutto di un “matrimonio e una conversione forzata”.

 

Della vicenda se ne sta occupando Human Rights Focus Pakistan, il cui fondatore e presidente, Naveed Walter, interpellato da AsiaNews “ammette che sono già trascorse diverse settimane ma i colpevoli sono ancora in libertà. Vogliamo restituire la ragazza alla famiglia e mandare i responsabili dietro le sbarre”.

 

Nella settimana prossima ti aggiornerò sulla consegna delle petizioni firmate dai sostenitori di questo Osservatorio all’Ambasciatore della Nigeria, l’On. Mfawa Omini Abban, chiedendo misure da parte del suo governo riguardo la drammatica situazione di persecuzione vissuta dai cristiani in questo paese dell’Africa.

 

Nel caso non l’abbia ancora firmata, c’è ancora un’ultima opportunità di farlo.
Raccogliamo più firme possibili!
I dati del Rapporto di ACS, tra gennaio 2021 e dicembre 2022, parlano chiaro. Nel mondo, in un 1 Paese su 3, il diritto alla libertà religiosa non è pienamente rispettato. Vale a dire in 61 nazioni su 196. In totale, quasi 4,9 miliardi di persone, pari al 62% della popolazione mondiale, vivono in nazioni in cui la libertà religiosa è fortemente limitata.

Firma subito la petizione alla presidente Meloni per dimostrarle che siamo in tanti ad avere a cuore il bene di tanti nostri fratelli e sorelle!
Aderisci anche tu