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Cristiani tra Siria e Turchia come «agnelli tra lupi»!
Cristiani tra Siria e Turchia come «agnelli tra lupi»

Il cardinale Leonardo Sandri a San Roberto Bellarmino legge la lettera di alcuni padri francescani impegnati nella zona di Idlib: «I fondamentalisti ci hanno tolto croci e campane».

 

Secondo il rapporto 2018 di “Open Doors” sono 215 milioni i cristiani perseguitati nel mondo, circa 1 ogni 12, pari all’8,6%; 3060 quelli uccisi, 1922 gli incarcerati, 793 le chiese prese di mira. L’estremismo islamico resta la causa principale ma l’aumento dei nazionalismi di matrice religiosa o ideologica costituisce una altrettanto seria minaccia in particolare in Medioriente e nel Sud-est asiatico. Per riflettere su questo tema, la parrocchia di San Roberto Bellarmino, nel quartiere dei Parioli, ha organizzato ieri sera, 11 dicembre, un incontro cui sono intervenuti il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali e Angelino Alfano, già ministro degli Affari Esteri.

 

«C’è stata, e a volte persiste, almeno qualche perplessità fra la disamina che fanno coloro che abitano quelle regioni martoriate e i tanti osservatori internazionali – ha detto il porporato argentino – ma ogni sofferenza rimane sofferenza, indipendentemente da chi la viva e come tale va evitata o alleviata». Riconoscendo la responsabilità di «alcune politiche internazionali dissennate e alimentate da schieramenti contrapposti», Sandri ha indicato il ruolo e il compito della Chiesa e della Congregazione guardando al «metodo di aiuto fortemente voluto dal Santo Padre: ritrovarsi, pregare, ascoltarsi, non avendo paura di chiamare per nome il male nelle sue diverse forme, ma tenendo insieme una capacità profetica che offre una parola anche al nostro essere Chiese in e del Medio Oriente, senza richiudersi quindi soltanto nel recinto del Libro delle Lamentazioni». Per il porporato, infatti, «il “deserto” può essere inteso in modo soltanto umano e cioè luogo di aridità, di pericolo, di mancanza di risorse e di morte» ma «per i credenti esso è anche il luogo dell’incontro con Dio, del cammino di liberazione, del dono delle Dieci Parole, della Provvidenza che ci consente di superare le prove e le tentazioni».

 

In particolare, Sandri ha letto la lettera indirizzata al Papa dai padri Hanna Jallouf e Louai Bsharat, francescani della Custodia di Terra Santa impegnati nella zona di Idlib, al confine tra Siria e Turchia, dove sono confluiti i cosiddetti ribelli del ramo jihadista di Al-Qaida. «I cristiani di questa terra vivono come “gli agnelli tra i lupi” – scrivono i frati a Francesco -: i fondamentalisti hanno devastato i nostri cimiteri, ci hanno proibito di celebrare qualsiasi liturgia fuori dalla chiesa togliendoci i segni esterni della nostra fede ovvero croci, campane, statue e l’abito religioso», tuttavia «sentiamo la mano di Dio sopra di noi e chiediamo la sua preghiera che costituisce l’unica arma che ci dà forza».

 

Da parte sua, Alfano ha parlato della persecuzione come «negazione del diritto naturale alla preghiera, uno tra i più connaturati all’uomo e che precede il diritto alla libertà di culto sancito dalle costituzioni». Ha inoltre stilato una lista di cinque «cause-matrici» del fenomeno persecutorio: il fondamentalismo, il nazionalismo sia religioso che ideologico, la criminalità organizzata e il silenzio dell’indifferenza. «La libertà religiosa è un valore universale – ha concluso l’ex ministro – per questo la lotta alla persecuzione delle minoranze religiose deve essere una priorità assoluta della politica».

 

(Michela Altoviti, RomaSette, 11/12/2018)
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